Sogni & Spiritualità
Molte
volte ho seguito i consigli che mi venivano dati dai sogni. lo so che a molti
potrà sembrare strano, incredibile, ma io ho l'assoluta certezza che le cose
non capitino mai a caso, ogni avvenimento della nostra vita ha un significato
preciso e i sogni non sfuggono a questa regola. Mi è successo più di una volta
di accettare un copione dopo che, durante la notte, un sogno mi aveva rivelato
come comportarmi. Ovviamente non posso rivelare i titoli dei film, altrimenti
qualcuno potrebbe arrabbiarsi.."
"A differenza della maggior parte dei miei colleghi che adorano le luci
della ribalta" - scherza Jo, "Io amo l'atmosfera della notte. Le
situazioni più strane succedono di notte, le idee più geniali vengono di
notte, come le cose più eccitanti. E' naturale che i sogni siano parte
integrante di tutto ciò. Potrebbe una creatura della notte rinunciare alle sue
visioni notturne?".
Insomma, una delle star più amate del cinema rivela di essere una creatura
"onirica", molto legata alla spiritualità interiore, talvolta in modo
quasi ossessivo. “Io ho molti amuleti che porto sempre con me, li considero
indispensabili per la mia protezione da tutte quelle forze negative che ci
stanno attorno. Sul set di "From Hell", ad esempio, avevo perso il
ciondolo che mi ha regalato un vecchio sciamano della tribù dei Sioux. Una
piccola cosa, una 'protezione' fatta con la cenere di uno dei falò sacri della
"ghost dance", la danza degli spettri che rappresenta uno dei momenti
più alti della religiosità nativo-americana. Non riuscivo a recitare senza,
era come se una parte essenziale di me fosse venuta a mancare. Così me ne sono
tornato in albergo ben deciso a trovarla.
Il regista e il resto del cast mi avranno sicuramente odiato, ma io non l'ho
fatto per divismo, semplicemente non ero in grado di lavorare serenamente.
Comunque un paio di ore dopo un elettricista ha ritrovato il mio amuleto. Non
potete immaginare quanto fu grande il mio sollievo".
Una passione, quella di Johnny Depp per la spiritualità, che lo ha portato a
conoscere le realtà etniche più diverse, sempre in cerca della 'strada giusta',
della via per approdare ad un grado di conoscenza superiore. “Sì, è vero. Ho
passato mesi a studiare i riti magici delle tribù pellirosse americane, delle
grandi civiltà preincaiche e di quelle dell'estremo oriente. Ho dedicato a
questi temi molto più di tempo di quello che, all'epoca, passai sui libri di
scuola. Ma tutto questo impegno deriva direttamente dalla mia anima, quindi non
è mai stato un peso.
Un impegno che, con gli anni, ha cambiato radicalmente la sensibilità di
Johnny Depp.
“Fin da ragazzo sono sempre stato uno spirito piuttosto ribelle, ma questo mio
atteggiamento derivava da una sorta di insofferenza verso il mondo. Sentivo il
bisogno di qualcosa che neppure io conoscevo. Ero continuamente in cerca di
esperienze stimolanti dal punto di vista interiore. E, come tanti ragazzi della
mia età, ho scelto la via più semplice per arrivare ad uno stadio superiore di
conoscenza, cioè l'uso di sostanze in grado di alterare la mia sensibilità e
la mia percezione della realtà. Ma quelle erano soltanto fughe momentanee,
viaggi con un ritorno molto più doloroso e frustante della partenza. Solo in un
secondo momento ho iniziato a cercare la via giusta dentro e non fuori di me.
Fondamentalmente, poi, è stata Vanessa Paradis, che ora è diventata la mia
compagna e che è stata in grado di capirmi".
Sangue zingaro, ispanoamericano e pellerossa, scorre nelle vene dell'attore,
un miscuglio di razze tutte fortemente legate ad un loro essoterismo, una
miscela che ha dato sensibilità allo spirito ribelle di Johnny.
"Probabilmente la mia sensibilità deriva dalle diverse culture da cui
discendo, e di cui vado orgoglioso. Credo sia importante per ognuno scoprire le
proprie radici più autentiche, invece di mascherarle come spesso accade.
Soltanto esaltando le caratteristiche migliori della propria razza, tiriamo
fuori il meglio di noi. L'America è diventata il grande paese che conosciamo
grazie, soprattutto, al contributo che le è stato dato nei secoli dagli
immigrati, provenienti da tutto il mondo.
Un'America popolata solo da anglosassoni sarebbe un incubo".
Proprio questo mix di razze, per lui, è all'origine della sua continua
ricerca spirituale. Una spiritualità accentuata, quella dell'attore, che sfiora
quasi una vera e propria religiosità. "Non so se posso definirmi
religioso. Sinceramente non credo che questa sia la definizione più calzante,
ma è altrettanto vero che sento, dentro di me, un forte impulso verso tutto
quello che è trascendente. Questo mio atteggiamento può avere qualcosa di
religioso, ma non voglio essere rinchiuso nelle catene di un dogma vero e
proprio.
Preferisco lasciare il mio spirito libero di spaziare seguendo solo la mia
sensibilità. A mio parere è questa l'unica soluzione accettabile per essere
una persona che cresce continuamente".
Tornando ai sogni Johnny ci rivela un aneddoto curioso su quello che, non a
torto, viene oggi indicato come "il film più sfortunato di
Hollywood". "Prima che iniziassero le riprese di "L'uomo che
voleva uccidere Don Chisciotte" (Lost in La Mancha), ho sognato due volte di seguito che venivo
travolto da una mandria di cavalli selvaggi. Questo sogno non mi ha intimorito,
perché mi era capitato altre volte: so bene che significa l'arrivo di grosse
difficoltà. Difficoltà dalle quali si può comunque uscire, facendo ricorso a
tutta la propria forza di volontà. Ma guarda caso, il film fu un vero e proprio
disastro, non riuscimmo mai a terminarlo: uno degli attori principali, Jean
Rochefort, ebbe un infortunio alla schiena che gli impedì di proseguire le
riprese. Poi è persino grandinato nel deserto e i chicchi di grandine hanno
distrutto parte delle scenografie. Infine, addirittura, un cacciabombardiere
della Nato, ha sbagliato obiettivo durante un'esercitazione e ha lanciato un
grosso serbatoio d'acqua sul nostro set. Per fortuna i produttori hanno
accettato di rinunciare al film, prima che qualcuno si facesse veramente male.
