I Suoi Pensieri





ALTER EGO
Mi chiedevo se nei personaggi che faccio ci sia qualcosa di Tim Burton e io mi auguro di no. Bè forse un pò di Willy Wonka c'è in Tim, per lo meno la nostalgia per gli irripetibili anni Settanta

ALTERNATIVA
Le case in Francia e alle Bahamas sono un rifugio dagli eccessi della celebrità. È un compromesso. Sono posti dove non posso fare cose come portare i ragazzi a Disneyland: il che mi dispiace, perché lì, lo so benissimo, saremmo tutti felicissimi. Ma in Francia abbiamo un bellissimo giardino: Lily-Rose e Jack possono giocare liberamente, e io riesco a vivere con semplicità, che è in fondo l’unica cosa cui aspiro. Mi occupo delle piante, curo l’orto, mi rilasso con un buon libro e, a fine giornata, mi godo una bottiglia di ottimo vino. Insomma, non possiamo “permetterci” Disneyworld, ma l’alternativa non è poi così terribile

AMERICA
Mi hanno fatto passare per antiamericano, ma io non lo sono. Sono solo molto critico verso l'attuale politica, come potrei non esserlo? Ma rimango americano e non mi sento francese anche se vivo in quel Paese. All'inizio è stato bellissimo: non parlavo la lingua. Potevo starmene zitto in mezzo alla gente. Non avevo i riflettori puntati contro e non ero la novità della serata

ANGELINA JOLIE
Sono state scritte tante cose su Angie e Brad. Sono diventati gli Elizabeth Taylor & Richard Burton dei nostri tempi. Ero a conoscenza del fatto che lei fosse una grande star, ma non sapevo bene cosa aspettarmi… Ci siamo seduti, abbiamo chiacchierato dei nostri figli e è stato un grosso sollievo. Sono stato piacevolmente sorpreso dal suo incredibilmente perverso senso dell’umorismo

ANIMALI
Sono sempre stato molto attratto dai rettili di tutti i tipi esistenti

ATTORE
Lo sono diventato per caso, Nicolas Cage mi mandò dal suo agente, dicendomi "forse sei un attore e non lo sai". Quando superai il primo provino e fui assunto per Nightmare - Dal profondo della notte, non credevo ai miei occhi. E presi a studiare da Stanislavskij a Cechov. Ma questo è un mestiere che s'impara facendolo. Il segreto è: fai quello che sai fare, non imitare gli altri.
E' divertente fare l'attore, vuol dire non crescere mai del tutto.
Penso di essere arrivato a un momento della mia vita in cui, dal punto di vista professionale, ho costantemente bisogno di nuovi stimoli. Perché, per come la vedo io, se un attore arriva a sentirsi totalmente soddisfatto di se stesso, sotto sotto vuol dire che è finito. Non c’è più la “fame”, la voglia di provare cose nuove. Poi mi piace l’idea di correre qualche rischio. Certe imprese possono rivelarsi un disastro ma, ogni tanto, una débâcle è salutare

BACIO CINEMATOGRAFICO
Questo tipo di gesti sono sempre difficili, se si è di fronte ad una troupe. Basta quindi avere del senso dell'umorismo, ridere ed essere ironici

BANKABLE
E' una parola che a Hollywood usano sempre, significa "uno che fa fare i soldi". Tipo: "Prendi quel tipo nel tuo film, è un bankable". Odio quella parola. E odio tutte quelle liste, i top 5, i top 10. Per anni non ci sono stato, probabilmente in futuro tornerò a non esserci. Non mi è mai interessato e tutto questo mi sembra ancora più lontano, visto dalla Francia

BARRIE
Per me non è solo uno che ha inventato una favola. Io l'ho vissuto come un personaggio oscuro, pieno di sofferenza e per questo mi piace Neverland un sogno per la vita: non è zuccheroso, non suona falso. Ma racconta che Barrie aveva un dono speciale: riusciva a parlare con i bambini, a entrare nel loro mondo. E aveva capito che bisogna cercare di salvare il bambino che c'è in noi. Io continuo a provarci

BELLEZZA
Per me la bellezza è quando Vanessa prende il controllo e dimostra quanto può essere saggia. Penso che sia bellissimo

BETTY SUE
Quando ero bambino ricordo i miei genitori che litigavano e pensavo fosse una tortura e che dovessero separarsi. Sono andati avanti per anni fino a quando hanno divorziato. Ho pensato: finalmente, è la cosa giusta. Mia madre dopo essere stata lasciata da mio padre si è ammalata e la mia attenzione era diretta ad assicurarmi che stesse bene e non ho avuto il tempo di piangere la fine del senso della famiglia, se non solo più tardi.
Ero nervoso e a disagio, l'unico modo che avevo per stare in collettività era bere. E l'ho fatto per anni

CELEBRITA'
Per me diventare famoso ha avuto pregi e difetti. A fronte della possibilità di scegliere di fare i film che preferisco, senza preoccuparmi di difendere una carriera o di guadagnare per forza un sacco di soldi, c'è il problema della perdita dell'anonimato e della privacy. E' il motivo per cui mi sono comprato un isolotto nelle Bahamas, un eremo, un rifugio, niente di lussuoso. Mi permette momenti di vita semplici, naturali

CHRISTIAN BALE
Un uomo di non molte parole, ma un attore intensissimo. Sul set rimaneva nel ruolo anche a riprese finite. Non so come faccia. E lo dico con ammirazione, per me recitare è invece un eterno gioco. Uso i miei figli per studiare l'espressione o la dizione giusta. A proposito, Christian è un padre tenerissimo

CHRISTIAN DE SICA
E' un ottimo attore e un uomo simpaticissimo. Mi ha raccontato tante storie meravigliose su suo padre, è un pezzo di storia del cinema ambulante. Ho conosciuto anche suo figlio, Brando, che studia per diventare regista. Spero di rivederli presto, quando capito a Roma

CIOCCOLATA
Ho girato due film sulla cioccolata ma è un caso. Mi piace, anche se non faccio pazzie. Un bel bicchiere di vino e ancora l'alternativa più sana

CIRCO
Mi piace il circo. Tim Burton (vedi) sarebbe stato un grande circense, o forse lo è. Anche Willy Wonka ricorda un personaggio da circo, con quei vestiti incredibili. E' anche un pò rockstar: mi ricorda Brian Jones, così come capitan Jack mi ricordava Keith Richards. Gabriella Pascucci, la costumista, ha fatto un lavoro splendido. Abbiamo passato delle ore a parlare di colori e tessuti

COMPLIMENTO PIU' BELLO
Il più bel complimento che posso ricevere è che sono il miglior padre al mondo

CORPSE BRIDE
E' la prima volta che faccio qualcosa del genere, cioè doppiare un cartone animato, ma per Burton farei qualsiasi cosa, anche un videoclip o un commercial... E sa benissimo che, se me lo chiede, gli faccio pure il caffè

DENARO
Lo uso. Per comprare la mia privacy, perché in questo mestiere non ti è concesso di essere una persona normale. Con il denaro riesci a comprarti un pò di normalità e soprattutto un pò di privacy

DEPPLAND
A volte vorrei correre via urlando dal nostro mondo ossessionato dalla tecnologia, dall’invadenza dei media, dalla follia dei reality show. Abbiamo perso di vista le cose semplici della vita. Stiamo perdendo la nostra individualità. L’isola può sembrare un’idea stravagante ma ho bisogno di un posto dove possa respirare facilmente o semplicemente sedermi a parlare senza che qualcuno mi faccia una foto

DESTINO
Credo che ci debba essere qualche ragione per cui le cose vanno in un certo modo, magari noi non riusciamo a comprendere, ma è così. Se sono qui oggi, ci deve essere un motivo che va oltre la fortuna, credo che ci sia qualcosa. Non so cosa

DICONO DI ME
Mi hanno detto che ho un buon odore. E so che non dò questa impressione

DIO
Si. Credo in Dio, credo che Dio sia tutto: aria, alberi, tutto. Lei, lui, esso, non ha importanza. Non credo invece nelle religioni

DONNE AMERICANE
Credo che le donne di Los Angeles vadano a comprarsi le gambe nello stesso posto. I loro fianchi mi arrivano all'altezza delle spalle

DROGHE
Mai stato cocainomane. Ma ho preso un sacco di medicine e bevuto tanto alcol. Cercavo di stordirmi per non pensare, per non sentire la mia confusione. Era stupido, lo so, ma è una cosa umana: una questione di paura e d'ignoranza

ESSERE UN ESEMPIO
Alle première di solito ringrazio i ragazzi e faccio autografi. Mi ricordo, anni fa, una ragazzina con gli occhiali, avrà avuto 12 o 13 anni. Mi disse "Grazie per aver reso 'cool' gli occhiali". Immaginate quanto questa poverina possa essere stata presa in giro con i soprannomi più crudeli, da quattr'occhi in avanti. Mi ha molto toccato. Se qualcuno che si sente vittima di episodi di bullismo o si sente fuori dal coro può trovare conforto in ciò che ho fatto, per quanto poco possa essere, è una grande cosa. Io da ragazzino mi sentivo così. Ero incasinatissimo

EUROPA
Mi piace l'Europa perché ha alle spalle secoli e secoli di storia, e la rispetta. La cultura europea è molto affascinante e c'è un'altra qualità della vita. E' tutto meno stressante. In America lo hanno dimenticato. Ho paura che la cultura americana sia un disastro

EX
Sono un ex-selvaggio, un ex-bad boy, un ex-ribelle. Dico "ex", perché adesso sono un padre

FAN & AUTOGRAFI
Quando firmo gli autografi mi sento chiedere le cose più strane da "puoi parlare con mia mamma al telefono?" a "verresti a cena a casa mia?". E così una volta ci sono andato, a cena a casa di un fan.
All'epoca, lui aveva dei problemi con la moglie e avevo cercato di mediare, ma sfortunatamente non ha funzionato

FESTIVAL DI CANNES
La mia prima volta a Cannes ricordo che rimasi chiuso nella stanza d'albergo per tutta la durata del festival: c'erano schiere di fotografi piazzati in corridoio, non potevo nemmeno aprire la porta. Certo, da allora ho imparato a 'difendermi'. Quando mi hanno chiesto di accompagnare Pirati a Cannes, ho pensato al Festival di un tempo, ricco di piccoli film d'autore, opere sperimentali, registi intellettuali, e mi sento quasi in colpa all'idea di portare uno spettacolo gigantesco come il nostro film. Ho provato un pizzico di nostalgia

FIGLI
Mentre giravo La Maledizione della Prima Luna, mio figlio Jack aveva un anno e Rose quattro. Agli amici che gli chiedevano cosa facevano i genitori, rispondevano: mamma è una cantante, papà è un pirata. Oggi Jack è più grande e pensa che sia ancora un pirata, che per qualche motivo si traveste da Willy Wonka. Penso che sia una difesa, altrimenti dovrebbe pensare che il papà è uno schizofrenico.
Johnny Depp papà è un uomo assolutamente innamorato. Più volte mi sono detto che tutto ciò che ho fatto prima del 27 maggio 1999 era una sorta di illusione, un'esistenza senza la vita. La nascita della mia prima figlia mi ha dato la vita. I miei bambini hanno influenzato le mie scelte prima di nascere. I miei primi film, gli spettacoli in tv, erano accompagnati da un senso di frustrazione. Poi un giorno ho cominciato a poter scegliere e allora ho giurato a me stesso che avrei fatto solo cose di cui poter essere fiero, di cui i miei figli avrebbero potuti essere fieri. Anche la decisione di vivere in Francia è stata dettata da loro, non farei mai crescere i miei figli a Hollywood, nessuno dovrebbe farlo. Volevo che i miei figli crescessero in una cittadina dove a scuola puoi andare a piedi e non armati. Mi piace raccontare fiabe ai miei figli inventate da me e che parlano anche della difficile realtà. Mi piace poi portarli sul set, averli vicino a riprese finite. E' una maniera di normalizzare un mestiere che altrimenti potrebbe dare alla testa.
Entrambi sono bilingui. Quando parlano in inglese non si sente l'accanto francese e viceversa.
Io amo molto giocare con i miei figli, anche alle Barbie con Lily Rose perchè è un'occasione per passare un pò di tempo di qualità con mia figlia. Io e Lei e basta: è bellissimo osservare la sua fantasia crescere e svilupparsi.
Tempo fa mia figlia Lily Rose, mi ha detto: "Papà, smettila di fare tutte quelle voci, a me piace solo quella tua normale". Un'altra volta mi è capitato di tornare a casa e salutare i ragazzi con la voce di Jack Sparrow e sentirmi dire: "Dai, papà, stiamo guardando Spider-Man".
E poi i miei figli continuano a chiamarmi “Re lucertola”. Non ricordo com’è cominciata. Probabilmente è stato perché, quando erano più piccoli, giocavamo agli animali del deserto. Strisciavamo per terra e allungavamo la lingua, sibilando pure. Quando poi ho dato la voce al camaleonte di Rango me l’hanno proprio detto: “Papà, sei il nostro rettile preferito”.
Non mi chiamano invece Jack Sparrow. Jack esiste solo sullo schermo. Anche se capita spesso che tutti e tre si giochi ai pirati. Truccati, mascherati e con le spade sguainate.
Stanno crescendo anche troppo in fretta secondo me. Quando erano più piccoli li avevo simpaticamente definiti come dei 'piccoli alcolizzati'. Adesso sono certamente più sobri anche se di tanto in tanto barcollano ancora!
Lily Rose Melody passa molto tempo a truccarsi e il Suo più Grande Mito è: Justin Bieber, quando lo ha visto per la prima volta subito dopo aver assistito ad un Suo concerto, non sapeva che dire. E' stato strano per me vedere mia figlia in quello stato! So che per Loro è più importante quello che fa Lui di quello che faccio Io!
Quando li lascio a scuola la mattina mi chiedono, con uno sguardo scettico che non mi piace per nulla, che cosa farò Io. A volte mi imbarazzo a dire loro che farò una lucertola, o un trafficante di droga o un alcolizzato. Credo che ormai si siano abituati a ricevere da me risposte strane e non mi prendono sul serio.
Io racconto bugie per vivere: recitare è questo. Quindi mi aspetto che un giorno i miei figli vengano da me e mi accusino di aver mentito loro per tutta la vita. Questa angoscia mi pietrifica

FILM PER BAMBINI
E' una decisione conscia quella di fare film che i miei figli possano vedere. A casa ho messo sotto chiave video e dvd di molti dei miei precedenti film. Saranno tabù per parecchi anni. Dopo l'uscita di La Maledizione della Prima Luna, ho vissuto un'emozione nuova: i bambini mi fermavano per strada e mi chiamavano Capitan Jack. E' veramente qualcosa di emozionante, esaltante. I bambini sono il futuro.
Da sempre e non da oggi penso che i bambini, in generale e come pubblico, siano i migliori con cui confrontarsi, perché non sono influenzati da aspettative intellettuali, sono liberi. Danno una risposta sincera al tuo lavoro. Mi fido solo di loro. Mi sono reso conto che i parametri dei cartoni sono diversi da quelli che seguiamo per i film tradizionali. Qui la creatività è al massimo

FRANCIA
Deve pur esistere un motivo per cui gli artisti e gli scrittori scelgono la Francia, ci deve essere qualcosa di magnetico, Basta camminare per le strade, entrare in ristoranti come La Closerie des Lilas, per sentire la storia. Vedo Baudelaire ad ogni angolo, vedo James Joyce, Simone de Beauvoir, Hemingway e Fitzgerald. Li sento presenti. La Francia mi ha offerto la semplicita', l'idea di poter vivere una vita semplice seminormale con la mia famiglia.
Ultimamente però dovevamo fermarci, Io e Vanessa (Paradis, ndr) abbiamo passato anni a fare gli zingari globetrotter, e per i bambini era puro divertimento. Ma adesso vanno a scuola e hanno bisogno di stabilità. Abbiamo scelto l’America, per comodità. E per goderci ancora di più i nostri ritorni in Francia, il paradiso dove scappiamo appena possiamo

FRANK TUPELO
La sfida era di raffigurare l'uomo l'ordinario, quello di tutti i giorni. Una persona che non ha particolari alti o bassi nella propria vita, quindi catapultarlo fuori dal suo ambiente quotidiano è stato molto divertente. Coloro che sono considerati normali hanno aspetti più affascinanti, perché conservano dei particolari strani. È questa routine che spinge il protagonista sull'orlo di una situazione assurda che trovo molto intrigante.
L'ho voluto io che fosse grassoccio, all’inizio la produzione non era d’accordo. Ma io ci tenevo: essere grasso rendeva i movimenti ancora più imbranati. Non è stato difficile: piatti di pasta e molta birra. La birra, in particolare, aiuta parecchio.
Il mio personaggio è molto diverso da me: è tutto perfettino, ordinato, un uomo super normale che gesticola con una sigaretta elettronica e ha la passione della tecnologia. Come un po' in tutti i personaggi che s'interpretano sullo schermo, in ciascuno di essi c'è una parte di te, ma, al contempo, sentivo che Frank era diverso da me. Florian aveva delle idee geniali per questo personaggio, ma ha anche accettato le mie opinioni. Credo che un attore abbia il dovere di riempire quello spazio che viene lasciato libero dalla visione del regista. Con altri registi non mi sono trovato in sintonia, ma questa volta non è successo. Molti dei personaggi che ho interpretato in passato erano sopra le righe, ma questo doveva essere quasi sottotono: era una sfida perché dovevo rendere normale un uomo interessante

FUTURO
ivere e godersi la vita fino in fondo, renderti conto che ciò che conta è il qui e ora, l'attimo fuggente, il miracolo e la pura bellezza dei bambini che ti chiedono di giocare con loro, come loro: questo rende giovani. Non penso quasi mai al passato, evito i pensieri che fanno venir paura, che causano stress, tipo che cosa accadrà in futuro. Non nego del resto la mia sfacciata fortuna: avere successo con il lavoro che amo, facendo ciò che mi appassiona

GENE WILDER
E' stato strepitoso in Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato (diretto nel 1971 da Mel Stuart, ndr.), brillante e puntuale. Io uso la parola "specifico" come complimento per un attore. Lui è il film. La prima volta me lo sono riguardato solo per il piacere di farlo. Le altre l'ho studiato per cercare di essere diverso. La mia interpretazione la definirei una continua serie di svolte a sinistra per allontanarmi da Wilder

GOSSIP
Gli unici gossip che mi interessano sono quelli che pubblica il Weekly World News, "Reggiseno di una donna esplode, undici feriti" cose del genere

HUNTER S.THOMPSON
L'ammiro e mi identifico con la sua vena sognatrice e idealista, di vero gentleman, spesso incompreso. E aveva una grande cultura, che invece Io non sento di avere

INNOCENZA E PUREZZA
Lo so che alcuni pensano che i film che sto facendo sono completamente diversi da quelli che facevo prima, ma in realtà è sempre intorno a questi due temi che ho lavorato. Edward mani di forbice era un mostro innocente, Gilbert Grape o lo zingaro di Chocolat erano innocenti. Anche nell'unico film che ho fatto da regista, Il Coraggioso, il protagonista mantiene la sua purezza di fronte alla tortura e alla morte.
Le sole creature abbastanza evolute per donare puro amore sono i cani e i bambini

INSICUREZZA
Quando ero giovane, non ero molto sicuro di me stesso e sono sempre stato un tipo romantico, ma così facendo non vai molto lontano

ISTINTO
E' l'unica cosa che un attore dovrebbe tenere da conto. E' lui che mi dice che quel film è giusto per me, è lui che mi spiega come interpretare quel ruolo. E' lui che mi fa scrivere gli appunti quando leggo una sceneggiatura, è lui che mi ci fa tornare anche quando evito di rileggerli. Io metto continuamente alla prova il mio istinto, voglio essere sicuro di poter contare su di lui



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